<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-2202298215590914</id><updated>2012-02-16T14:32:35.215+01:00</updated><category term='pensieri'/><category term='storia'/><category term='socialismo'/><category term='pluralismo'/><category term='magistratura'/><category term='idee politiche'/><category term='Ostellino'/><category term='politica'/><category term='Stati Uniti'/><category term='filosofia'/><category term='diritti individuali'/><category term='liberalismo'/><category term='attualità'/><category term='società'/><category term='legalità'/><title type='text'>Caso e necessità</title><subtitle type='html'>I know that you believe you understand what you think I said, but I’m not sure you realize that what you heard is not what I mean. (Robert McCloskey)</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://lauren-3.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2202298215590914/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lauren-3.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>latomm</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06018007650771277579</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_bjvjzngG3k4/TUJ3cxvgkvI/AAAAAAAAATI/TZJd2XXLugs/s220/FOTO%2BMIA%2BOMBRA.JPG'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>9</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2202298215590914.post-3579452196923318250</id><published>2011-02-27T21:03:00.000+01:00</published><updated>2011-02-27T21:03:09.418+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='idee politiche'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='liberalismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='socialismo'/><title type='text'>L'oscuro oggetto del desiderio</title><content type='html'>La&amp;nbsp; presentazione, a Radio 3, del saggio di G.A. Cohen, &lt;i&gt;Why Not Socialism&lt;/i&gt;, portava un titolo che mi ha sorpresa: &lt;i&gt;Sei liberale? Prova a pensarti socialista&lt;/i&gt;.&amp;nbsp; (&lt;a href="http://www.ilsole24ore.com/art/cultura/2011-02-27/liberale-prova-pensarti-socialista-082314.shtml?uuid=AauhJ1BD"&gt;http://www.ilsole24ore.com/art/cultura/2011-02-27/liberale-prova-pensarti-socialista-082314.shtml?uuid=AauhJ1BD&lt;/a&gt; )Ho creduto di aver capito male, ho pensato che il titolo riguardasse il testo inglese. Ma no, era proprio per gli italiani! E allora la mia sorpresa è stata anche maggiore. Il liberalismo ha l’aria di essere, in Italia, “l’oggetto oscuro del desiderio”. Ne hanno parlato un po' tutti in una partecipazione quasi corale per qualche anno, sembrava un’aspirazione culturale diffusa, ma più il tempo passava e più diventava evidente quanto fosse per gli italiani un frutto esotico che fa fatica ad attecchire. Pochi ne capiscono lo spirito che è per sua natura molto più vicino alla mentalità anglosassone, secolarizzata dalla nascita del protestantesimo, che a quella europea, e in particolare quella italiana, molto più sensibli alla direzione esterna delle coscienze e quindi anche poco adatte a controllare l’ingerenza dello stato nel loro privato.&amp;nbsp; Insomma, quasi precostituiti per il socialismo. Avrei capito di più qualcuno che dicesse: &lt;i&gt;Sei socialista? prova a pensarti liberale. &lt;/i&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2202298215590914-3579452196923318250?l=lauren-3.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lauren-3.blogspot.com/feeds/3579452196923318250/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://lauren-3.blogspot.com/2011/02/loscuro-oggetto-del-desiderio.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2202298215590914/posts/default/3579452196923318250'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2202298215590914/posts/default/3579452196923318250'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lauren-3.blogspot.com/2011/02/loscuro-oggetto-del-desiderio.html' title='L&apos;oscuro oggetto del desiderio'/><author><name>latomm</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06018007650771277579</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_bjvjzngG3k4/TUJ3cxvgkvI/AAAAAAAAATI/TZJd2XXLugs/s220/FOTO%2BMIA%2BOMBRA.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2202298215590914.post-3223707053471872810</id><published>2011-02-20T05:54:00.000+01:00</published><updated>2011-02-19T20:54:00.441+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='idee politiche'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='liberalismo'/><title type='text'>Giudizi di fatto e giudizi di valore</title><content type='html'>Quando capita, e capita raramente, che in un blog il dialogo si inerpichi fra temi di largo respiro che, uscendo dalle riflessioni quotidiane, si avventurino fra i fili ideali che sottostanno ai nostri discorsi, il ritorno più entusiasmante, per me, è l’impulso alla conoscenza che ne scaturisce. Il confronto tra degli sconosciuti che si avventurano insieme alla ricerca di precisazioni e chiarimenti è&amp;nbsp; oltremodo stimolante. Vecchi libri scendono dagli scaffali, il web è percorso in un furioso andirivieni e il cervello cerca disperatamente di riacciuffare quella vecchia nozione che si sfuma nella memoria. E’ vita, è della migliore.&lt;br /&gt;Recentemente ho incontrato un blogger con il quale questo tipo di discorso si è attivato.&amp;nbsp; Insieme&amp;nbsp; pian piano abbiamo cercato di delimitare l’obiettivo: distinguere nella realtà politica italiana - osservando eventi, atti giuridici, discorsi - cosa apparteneva al liberalismo e cosa invece no. Lo spunto era infatti partito da una diversa valutazione di alcune frasi&amp;nbsp; di Piero Ostellino.&amp;nbsp; In breve ci siamo immersi nel lavoro, con entusiasmo, ma anche con paziente precisione.&lt;br /&gt;Insomma stavamo facendo un timido tentativo di volare un pochino più alto di quanto accade di solito nei blog. &lt;br /&gt;Poi una nuova voce si è unita. Sembrava un miracolo: non solo due , ma addirittura tre! &lt;br /&gt;E invece capirsi non è stato facile. &lt;br /&gt;La&amp;nbsp; nostra discussione era stata letta con grande interesse ed era stata trovata appassionante,&amp;nbsp; eppure il primo post dava l’impressione&amp;nbsp; o che la lettura non avesse fatto attenzione a tutta la dettagliata descrizione fatta nei post perdenti su ciò che contiene e ciò che non contiene l’ideologia liberale oppure che il tutto non fosse stato capito. A questo punto una nuova spiegazione ha cercato di chiarire cosa si intendeva dire e per maggiore chiarezza venivano aggiunti due siti che dovevano servire da esempio per chiarire le cose.&amp;nbsp; Molto rapidamente, troppo rapidamente, arriva una nuova replica in cui permaneva la totale incomprensione della differenza tra “uguaglianza di opportunità” e “uguaglianza di risultati”, fondamentale per il liberalismo,&amp;nbsp; mentre si insinuava la pretesa&amp;nbsp; di&amp;nbsp; portare il discorso dalla “descrizione” di cos’è l’ideologia liberale alla&amp;nbsp; “valutazione” delle sue conseguenze pratiche nella vita sociale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MA NON ERA DI QUESTO CHE SI ERA SCELTO DI PARLARE.&amp;nbsp; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si era nell’ambito di un “giudizio di fatto” (si descrivevano i principi del liberalismo), si parlava di “essere”&amp;nbsp; (cos`è&amp;nbsp; e cosa non è)&amp;nbsp; . Mentre il nuovo interlocutore partiva con un “giudizio di valore” (cosa non va bene nel liberalismo),&amp;nbsp; parlava di “dover essere” (diceva come avrebbe dovuto essere per produrre un’uguaglianza, cosa che, fra l’altro, il liberalismo non mai si è proposta).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E non è che vi sia stata una precisazione del tipo, State parlando del sesso degli angeli, veniamo a cose concrete. No, c’era una completa inconsapevolezza dell’equivoco. E due repliche non sono riuscite a chiarirlo.&lt;br /&gt;Perché ho fatto un post su questo episodio?&lt;br /&gt;Ma perché quello che è accaduto non segnala affatto una particolare mancanza di intelligenza o di preparazione in chi ha scritto, essendo proprio questa&amp;nbsp; la preparazione normale nei giovani italiani anche in quelli non privi di una certa istruzione.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;E dico normale (nel senso statistico del termine), perché ben&amp;nbsp; 52 giornalisti&amp;nbsp;&amp;nbsp; del Corriere della Sera, in una replica a Ostellino erano incorsi esattamente nello stesso errore (&lt;a href="http://www.corriere.it/cronache/11_gennaio_20/controreplica-ostellino_0c4fd05e-24ce-11e0-8269-00144f02aabc.shtml"&gt;http://www.corriere.it/cronache/11_gennaio_20/controreplica-ostellino_0c4fd05e-24ce-11e0-8269-00144f02aabc.shtml&lt;/a&gt;) . E per dei giornalisti la cosa è veramente grave anche perché si suppone che abbiano al loro attivo un certo curriculum scolastico. Magari una laurea.&lt;br /&gt;Non capisco cosa sia successo alla scuola italiana, in passato chi non aveva le idee chiare su una cosa del genere semplicemente non usciva dal liceo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2202298215590914-3223707053471872810?l=lauren-3.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lauren-3.blogspot.com/feeds/3223707053471872810/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://lauren-3.blogspot.com/2011/02/giudizi-di-fatto-e-giudizi-di-valore.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2202298215590914/posts/default/3223707053471872810'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2202298215590914/posts/default/3223707053471872810'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lauren-3.blogspot.com/2011/02/giudizi-di-fatto-e-giudizi-di-valore.html' title='Giudizi di fatto e giudizi di valore'/><author><name>latomm</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06018007650771277579</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_bjvjzngG3k4/TUJ3cxvgkvI/AAAAAAAAATI/TZJd2XXLugs/s220/FOTO%2BMIA%2BOMBRA.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2202298215590914.post-6825514321067136165</id><published>2011-02-07T16:18:00.000+01:00</published><updated>2011-02-08T01:36:57.271+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Stati Uniti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='idee politiche'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='liberalismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='socialismo'/><title type='text'>Liberalismo, questo sconosciuto.</title><content type='html'>Poiché il mio blog è per me soprattutto un luogo in cui conservare alcune delle mie riflessioni&amp;nbsp; in modo che non si disperdano in innumerenoli stickies sparsi qui e là,&amp;nbsp; trasferisco qui anche questo lungo post di un dialogo con un amico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Caro amico,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ho impiegato parecchio tempo a cercare di capire non tanto le differenze tra un certo suo modo di vedere le cose e il mio, quanto a cercare di capire le origini di questa differenza. Ovvero quale sia la diversa &lt;i&gt;weltanschauung&lt;/i&gt; che alloggia nelle nostre teste e la via per cui vi sia arrivata. &lt;br /&gt;Questo mi porta a una ricerca preliminare di chiarificazione delle mie stesse idee e delle premesse da cui io parto. La cosa non solo non mi dispiace, ma anzi penso che sia un utile esercizio di recupero e riordino di nozioni un po’ sbiadite dal passar del tempo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anzitutto direi che mi sembra necessario eliminare ogni confusione tra i piani d’indagine.&lt;br /&gt;Bisognerebbe decidere se vogliamo parlare di idee politiche o di politica sociale.&lt;br /&gt;La vita&amp;nbsp; politica che si sviluppa nella realtà che ci circonda&amp;nbsp; può, a mio avviso, diventare compresibile (almeno si spera)&amp;nbsp; solo una volta chiarite&amp;nbsp; almeno le fondamenta delle idee politiche di cui ci vogliamo occupare. Nel nostro caso quelle liberali e socialiste.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le due stanno a fatica insieme, eppure sempre di più devono convivere e confrontarsi, perché nessuno Stato riuscirebbe&amp;nbsp; a essere totalmente liberale o socialista - Obama sta chiaramente introducendo, con mille cautele e difficoltà, elementi socialisti in uno Stato di&amp;nbsp; lunga e profonda tradizione&amp;nbsp; liberale - quindi per capire cosa si vuol&amp;nbsp; dire è necessario tenere ben distinte le due diverse direzioni da cui si guarda all’uomo e alla società.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per il liberalismo&amp;nbsp; la società come realtà non esiste, è un’astrazione, quindi non ha senso ragionare su di essa, anzi il farlo è considerta una forma di negazione della libertà. Si lavora sulla &lt;i&gt;libertà negativa&lt;/i&gt; - quella che concede la libertà - che per sua natura è origine di controllo e dominio, ovvero di totalitarismo, anziché sulla&amp;nbsp; &lt;i&gt;libertà positiva&lt;/i&gt;&amp;nbsp; che lascia al singolo la possibilità di espandersi liberamente (Berlin, Isaiah. &lt;i&gt;Four Essays on Liberty&lt;/i&gt;. 1969).&lt;br /&gt;Per il liberalismo esiste l’Individuo, l’uomo, il singolo, quello vero in carne ed ossa. Non esistono categorie di uomini (bianchi, neri, donne, uomini, eteri, omo, ecc.) esiste il singolo con la sua situazione concreta e reale.&amp;nbsp; Quindi tutte le leggi devono comprendere tutti in quanto individui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma intorno a noi non sempre è così, mi direbbe subito lei. E’ vero, allora come facciamo a capire se una legge viene da un corpo di idee liberali o&amp;nbsp; socialiste?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Semplice (mica non tanto!) &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il liberale parte, alle sue origini, dalla correzione del patto hobbesiano che affidava al sovrano assoluto tutto il potere per por fine alla lotta di tutti contro tutti. Alla situazione di servitù che ne derivava,&amp;nbsp; si opponeva, infatti, l’aspirazione dell’individuo alla libertà. Per porvi rimedio si introdusse l’ipotesi (in cui allora tutti credevano fermamente, mentre noi, più smaliziati, sappiamo benissimo come fosse una creazione del cervello umano, al pari di tutte le altre idee di cui ci serviamo) di&amp;nbsp; una ‘legge di natura’ (&lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Natural_law"&gt;http://en.wikipedia.org/wiki/Natural_law&lt;/a&gt;).&amp;nbsp; Questa garantiva a tutti, già alla nascita, alcuni diritti imprescindibili e intangibili,&amp;nbsp; e questi, ifatti,&amp;nbsp; furono storicamente compendiati nel primo documento che poneva il liberalismo alle fondamenta di uno Stato: &lt;i&gt;La Dichiarazione di indipendenza degli Stati Uniti&lt;/i&gt; , 1776 .&amp;nbsp; “&lt;i&gt;We hold these Truths to be self-evident, that all Men are created equal, that they are endowed by their Creator with certain unalienable Rights, that among these are Life, Liberty, and the pursuit of Happiness.&lt;/i&gt;” (&lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/United_States_Declaration_of_Independence"&gt;http://en.wikipedia.org/wiki/United_States_Declaration_of_Independence&lt;/a&gt;), &lt;br /&gt;&amp;nbsp;In queste parole c’è tutto. Poi furono aggiunti il &lt;i&gt;Bill of Rights&lt;/i&gt; e il &lt;i&gt;1° Amandement&lt;/i&gt;, ma non aggiungevano, specificavano soltanto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Partendo da questa base si capisce la funzione (minima) dello Stato per il liberale. Solo quella di proteggere questi diritti, che ogni individuo &lt;u&gt;già possiede,&lt;/u&gt; da pericoli esterni; aggressioni da altri stati, da poteri costituiti (la chiesa cattolica e tutte le chiese costituite sono aborrite), ma anche dalla sopraffazione di un individuo sull’altro.&amp;nbsp; Da cui sempre una precisa limitazione della libertà&amp;nbsp; che nel liberalismo &lt;b&gt;non è mai arbitrio&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;Quindi tutto parte dall’Individuo e lo Stato esiste per garantire all’individuo ciò&amp;nbsp; che già ha di suo. Lo&amp;nbsp; Stato - il cui potere deve esser tenuto sotto controllo (donde la separazione dei poteri dalla lezione di Montesquieu) -&amp;nbsp; è al servizio dell’Individuo e dei sui diritti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma i diritti dell’individuo finiscono qui. Ha&amp;nbsp; infatti&amp;nbsp; diritto di non esser ucciso, ma a mantenersi in vita ci deve pensare da solo. Ha diritto a cercare la ‘sua’ felicità (che lui solo può sapere quale sia) ma deve procurarsela da solo. &lt;br /&gt;Quali i doveri? &lt;br /&gt;Primo quello di non compiere atti che danneggino o limitino i diritti degli altri, che poi sono gli stessi che i suoi. E poiché lo Stato è là come garante perché questo sia effettivo e interviene con le leggi necesssarie, egli ha il preciso dovere di rispettare le leggi. Secondo quello di pagare le tasse con le quali lo Stato deve organizzare alcuni servizi (difesa militare, politica estera, moneta, infrastrutture e simili)&lt;br /&gt;Ma allora tutto il resto? &lt;br /&gt;Tutto il resto si prevedeva fosse fatto privatamente. La giovane America era molto religiosa (lo è ancora, fatte le debite proporzioni) e, al di là di un convinto individualismo, possedeva un forte spirito di comunità,&amp;nbsp; preciò abbondava di libere associazioni private, ma con fini pubblici (anche ora) che pensavano a molti dei problemi sociali. Educazione religiosa, assistenza caritativa, parte dell'istruzione, ecc.&amp;nbsp; &lt;br /&gt;Naturalmente ora le cose hanno assunto dimensioni, e quindi equilibri, diversi ma la tendenza è sempre la stessa. Restano quindi, per lo Stato, obblighi solo quelli che tutelano l’individuo&amp;nbsp; e i suoi diritti, mentre&amp;nbsp; hanno invece la forma di ‘offerte’ le norme che inducono a fare qualcosa. Non si impone ma si induce a scegliere.&lt;br /&gt;Un esempio potrebbe essere (ma non ne ho la certezza perché non conosco bene la normativa) l’assicurazione per la macchina . Obbligatoria in quanto devo poter risarcire chi investo. Mentre non è un obbligo l’assicurazione malattia o quella pensionistica perché la salute e la vecchiaia sono problemi miei&amp;nbsp; o di qualcuno di cui io sono responsabile:figli, famiglia ecc.(Questa base dovrebbe far capire anche le difficoltà di Obama). &lt;br /&gt;Naturalmente tutto diventa obbligo quando sottoscrivo &lt;u&gt;liberamente&lt;/u&gt; un contratto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Passiamo alla idee del socialismo (nelle innumerevoli versioni succedutesi in tempi e luoghi diversi)&lt;br /&gt;Il socialismo, diventa rilevante politicamente quando, sull’onda&amp;nbsp; del positivismo&amp;nbsp; da &lt;i&gt;socialismo utopistico&lt;/i&gt;&amp;nbsp; passa alla forma di&amp;nbsp; &lt;i&gt;socialismo scientifico &lt;/i&gt;ovvero pretende di ad applicare allo studio dei rapporti umani lo stesso metodo di analisi usato per le scienze. &lt;br /&gt;Impiega quindi categorie astratte&amp;nbsp; e&amp;nbsp; classificazioni per analizzare la società, che è appunto un’astrazione nella quale l’individuo scompare.&amp;nbsp; Inizia l’era delle generalizzazioni. Per sapere qual’è il problema di una persona invece della sua storia personale si deve prima di tutto vedere a quale categoria appartiene: uomo, donna, giovane, vecchio, bianco, nero, residente, immigrato, etero, omo …. Solo quando si saprà dove collocare questo oggetto d’analisi si saprà quali sono i problemi di quel gruppo e quindi il suo.&amp;nbsp; Sembra che abbia esagerato e parodiato, ma ho limpressione di non essere troppo lontana dalla realtà. (Infatti, non a caso, ci sono correnti che cercano di tornare all’attenzione alla persona. In medicina, ad esempio, o nel recupero della meritocrazia)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E chi crea queste classifiche e organizza la loro amministrazione? chi può sapere di cosa hanno&amp;nbsp; bisogno gli appartenenti ai singoli gruppi? di cosa ci sia bisogno per il loro benessere e la loro felicità, che naturalmente non saprebbero cercare e trovare da soli individualmente ? &lt;br /&gt;Ma lo Stato, naturalmente! Solo uno Stato forte e ricco può avere i mezzi per assemblare tutti i cervelli necessari per soddisfare all’esigenza di simili complicate analisi e realizzazioni.&lt;br /&gt;E l’individuo deve adattarsi alle norme imposte (si spera almeno con un qualche sistema rappresentativo) dalle esigenze individuate per il gruppo cui appartiene e deve esser felice all’interno di quelle perché i dotti hanno accuratamente scelto per lui.&amp;nbsp; &lt;br /&gt;Ovviamente, tranne che per i paesi del cosiddetto ‘socialismo reale’ , dove si era andati parecchio avanti in questa direzione, queste esagerazioni restano tali. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Queste sono alcune cosette che sono riuscita a recuperare dalla mia memoria. Spero che lei le condivida sicché si possa proseguire nella nostra conversazione.&lt;br /&gt;Forse l’ho fatta lunga, ma&amp;nbsp; arrivare all’osso mi sembrava indispensabile per capire le sfumature dei diversi eventi politici cui siamo presenti e il cui senso troppo spesso ci crea qualche perplessità.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2202298215590914-6825514321067136165?l=lauren-3.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lauren-3.blogspot.com/feeds/6825514321067136165/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://lauren-3.blogspot.com/2011/02/liberalismo-questo-sconosciuto.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2202298215590914/posts/default/6825514321067136165'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2202298215590914/posts/default/6825514321067136165'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lauren-3.blogspot.com/2011/02/liberalismo-questo-sconosciuto.html' title='Liberalismo, questo sconosciuto.'/><author><name>latomm</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06018007650771277579</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_bjvjzngG3k4/TUJ3cxvgkvI/AAAAAAAAATI/TZJd2XXLugs/s220/FOTO%2BMIA%2BOMBRA.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2202298215590914.post-7068478590042474491</id><published>2011-02-06T10:36:00.000+01:00</published><updated>2011-02-06T10:36:58.684+01:00</updated><title type='text'>CENTRO STUDI LIBERALI "BENEDETTO CROCE": LECTIO MAGISTRALIS “PREMIO ISAIAH BERLIN” di Piero...</title><content type='html'>&lt;a href="http://circolobenedettocroce.blogspot.com/2010/01/lectio-magistralis-premio-isaiah-berlin.html?spref=bl"&gt;CENTRO STUDI LIBERALI "BENEDETTO CROCE": LECTIO MAGISTRALIS “PREMIO ISAIAH BERLIN” di Piero...&lt;/a&gt;: "C’è una costante che percorre tutto il pensiero di Isaiah Berlin. La ricerca delle radici del totalitarismo. Si sviluppa lungo tre direttric..."&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2202298215590914-7068478590042474491?l=lauren-3.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://circolobenedettocroce.blogspot.com/2010/01/lectio-magistralis-premio-isaiah-berlin.html?spref=bl' title='CENTRO STUDI LIBERALI &quot;BENEDETTO CROCE&quot;: LECTIO MAGISTRALIS “PREMIO ISAIAH BERLIN” di Piero...'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lauren-3.blogspot.com/feeds/7068478590042474491/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://lauren-3.blogspot.com/2011/02/centro-studi-liberali-benedetto-croce.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2202298215590914/posts/default/7068478590042474491'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2202298215590914/posts/default/7068478590042474491'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lauren-3.blogspot.com/2011/02/centro-studi-liberali-benedetto-croce.html' title='CENTRO STUDI LIBERALI &quot;BENEDETTO CROCE&quot;: LECTIO MAGISTRALIS “PREMIO ISAIAH BERLIN” di Piero...'/><author><name>latomm</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06018007650771277579</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_bjvjzngG3k4/TUJ3cxvgkvI/AAAAAAAAATI/TZJd2XXLugs/s220/FOTO%2BMIA%2BOMBRA.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2202298215590914.post-8063959307692390884</id><published>2011-02-05T22:23:00.000+01:00</published><updated>2011-02-05T22:23:24.779+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='magistratura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='diritti individuali'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pluralismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='liberalismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ostellino'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='legalità'/><title type='text'>Ostellino: "essere" ≠ "dover essere"</title><content type='html'>E’ da tanto tempo che sento il peso di questa confusione di linguaggio e di idee che circola intorno a noi. Questo continuo bisogno di parlare e scrivere per “dar sfogo” a indignazione, rabbia, contestazione, ribellione, tutti sentimenti sulla cui legittimità non ho niente da ridire. &lt;br /&gt;Ma sono sentimenti e finché si riconoscono come tali hanno il diritto all’uso di un linguaggio libero e fantasioso, contorto e contraddittorio, perché così son i sentimenti.&amp;nbsp; Ma quando il discorso si fa serio e prende il tono di una lezione di diritto, di comportamento politico e civile, allora si richiede chiarezza e precisione. Le parole devono avere un significato preciso e le idee devono seguire una logica.&amp;nbsp; Sul contenuto si potrà concordare o no, ma se il linguaggio non rispecchia un metodo comune è come parlare tra sordi e gli equivoci sono inevitabili.&lt;br /&gt;Per fammi capire prendo, per comodità,&amp;nbsp; come esempio un post, (&lt;a href="http://fprincipe.wordpress.com/2011/01/30/a-piero-ostellino/"&gt;http://fprincipe.wordpress.com/2011/01/30/a-piero-ostellino/&lt;/a&gt;) che commenta un articolo molto contestato, appunto&amp;nbsp; di Ostellino sul Corriere della Sera (&lt;a href="http://www.corriere.it/editoriali/11_gennaio_19/l-immagine-e-la-dignita-del-paese-piero-ostellino_0d03ff40-23b4-11e0-a3c4-00144f02aabc.shtml"&gt;http://www.corriere.it/editoriali/11_gennaio_19/l-immagine-e-la-dignita-del-paese-piero-ostellino_0d03ff40-23b4-11e0-a3c4-00144f02aabc.shtml&lt;/a&gt;)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io non so se Ostellino abbia il tempo e la voglia di leggere i blog, e di correggerli poi!&lt;br /&gt;Non so come si sentirebbe se li leggesse. Forse meno depresso di me; forse la sua lunga attività di giornalista lo ha reso più coriaceo di fronte alla desolante evidenza di incultura politica che emerge dai post di questo e di moltissimi altri blog e - molto più grave - dalla lettera di un gruppo di giornalisti del Corriere della Sera.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;Per andare un pochino allo specifico, credo che Ostellino&amp;nbsp; il quale si è sempre definito un “liberale” (scomodo), non avrebbe mai “preoccupazioni squisitamente libertarie”.&amp;nbsp; Ma è tipicamente italiano confondere libertario e liberale e perché no,&amp;nbsp; anche liberista. Sono così simili!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ad un certo punto si dice&amp;nbsp; “…. il fatto che «Il mondo» sia «pieno di ragazze che si concedono al professore per goderne l’indulgenza all’esame» non può essere legale &lt;i&gt;se&lt;/i&gt; non riguarda soltanto due individui maggiorenni e consenzienti, ma anche individui terzi, danneggiati dalla pratica, la cui tutela aumenta l’output del sistema, e giustifica dunque filosoficamente la condanna legale (e non morale).”&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi dispiace, si tratta sicuramente di concorrenza sleale, e che alcuni terzi siano danneggiati non c’è dubbio,&lt;i&gt; ma morale e filosofia non bastano a far diventare illegale ciò che non è previsto come tale dalla legge&lt;/i&gt;.&amp;nbsp; Infatti tutti i baroni che sono arrivati a esser tali non per merito ma per altre qualità - parentali, servitoriali e simili, senza necessariamente andare a letto con qualcuno - costituiscono, per riconoscimento di tutti, esempi di mala-università, comportamenti immorali e dannosi per tutti, ma poiché non c’è niente di legalmente rilevabile, se ne stanno lì tranquilli, senza intercettazioni a carico e nessuno parla di prostituzione, anche se gli assomiglia molto. Esiste, anche qui, e deve esistere in uno stato non solo liberale, ma semplicemente rispettoso del diritto, una separazione invalicabile tra &lt;i&gt;immorale&lt;/i&gt; e &lt;i&gt;illegale&lt;/i&gt;, quella che sembra sfuggire a una gran parte degli italiani, come malinconicamente nota Ostellino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi si dice “…..&amp;nbsp; L’argomento di Ostellino può essere ridotto (mi corregga se sbaglio) al fatto che l’essere deve essere preferito al dover essere…..”. Ostellino non correggerà, ma io sì:&amp;nbsp; egli non parlava, né mai lo farebbe, di &lt;i&gt;preferenza&lt;/i&gt;, ma di &lt;i&gt;confusione&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;Confusione del piano dell’essere con quello del dover essere. Il che è un errore inaccettabile in un qualsiasi discorso, non dico di una logica aristotelica, ma anche semplicemente sensato.&lt;br /&gt;Eppure questa confusione è frequentissima, anzi quotidiana, nel dibattito politico e non, del nostro paese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ciò che poi appare desolante e l’incapacità di leggere i testi e di coglierne il significato di fondo. Sembra che nessuno si sia accorto che Ostellino, toccava solo marginalmente e esclusivamente a fini esplicativi, le storie di potere e di donne&amp;nbsp; da cui tutti sembrano ipnotizzati. Ciò di cui si occupava, e preoccupava, erano i comportamenti della Magistratura la quale dovrebbe, per sua stessa natura, poter godere di una stima degna della moglie di Cesare, ma che, per come si muove,&amp;nbsp; è ben lontana dall’avere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Molto amena è anche l’idea che Ostellino non conosca&amp;nbsp;&amp;nbsp; Machiavelli, e chissà, poverino, non si sarà letto neanche Isaiah Berlin, che di questi ha fatto uno degli autori di pensiero politico più stimato da tutto il mondo anglosassone.&amp;nbsp; Proprio per quel suo lucido realismo che lo ha portato per primo a individuare il &lt;i&gt;pluralismo&lt;/i&gt; come unico metodo politico per conciliare il piano dell’essere - la politica -&amp;nbsp; con quello del dover essere - la morale.&amp;nbsp; (&lt;i&gt;Discorsi sopra la prima deca di Tito Livio&lt;/i&gt;)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo so che Ostellino non ha bisogno della mia appassionata difesa. Infatti, anche se lo stimo e apprezzo molto, non è certo per lui che mi sto preoccupando ma solo per il liberalismo e per i diritti individuali.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2202298215590914-8063959307692390884?l=lauren-3.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lauren-3.blogspot.com/feeds/8063959307692390884/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://lauren-3.blogspot.com/2011/02/ostellino-essere-dover-essere.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2202298215590914/posts/default/8063959307692390884'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2202298215590914/posts/default/8063959307692390884'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lauren-3.blogspot.com/2011/02/ostellino-essere-dover-essere.html' title='Ostellino: &quot;essere&quot; ≠ &quot;dover essere&quot;'/><author><name>latomm</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06018007650771277579</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_bjvjzngG3k4/TUJ3cxvgkvI/AAAAAAAAATI/TZJd2XXLugs/s220/FOTO%2BMIA%2BOMBRA.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2202298215590914.post-1175189245016107481</id><published>2011-01-19T23:01:00.000+01:00</published><updated>2011-02-12T14:08:36.416+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='storia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='società'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='attualità'/><title type='text'>homo faber ipsius fortunae</title><content type='html'>Mi è capitato di commentare un ‘post’ e di ingaggiare, senza volerlo, un dibattito&amp;nbsp; piuttosto serrato, con un altro commentatore, molto appassionato ma assolutamente garbato e corretto,&amp;nbsp; che sostanzialmente si stupiva, o forse inorridiva, per la mia scarsa energia nel commentare il panorama politico del nostro paese.&amp;nbsp; ( &lt;a href="http://sasso.blogautore.repubblica.it/2011/01/14/silenzi/"&gt;http://sasso.blogautore.repubblica.it/2011/01/14/silenzi/&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; biname scrive:18 gennaio 2011 alle 01:55 )&lt;br /&gt;Trascrivo qui la mia risposta e alcune riflessioni sul tema.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Caro biname, &lt;br /&gt;ho trovato molto bello e toccante il suo commento, pieno di liriche suggestioni sul paese che ambedue amiamo. È palpabile, anche,&amp;nbsp; la sua sofferenza per il clima in cui viviamo e mi sarebbe impossibile non rispettarla e comprenderla, anche se il mio sentire è, almeno in parte, diverso. Non che io - badi bene -&amp;nbsp; non trovi tutto quello che vedo indecoroso e volgare, proprio al pari di lei, ma c’è in me allo stesso tempo un’abitudine allo sguardo lungo sulle cose che mi viene dalla mia abitudine allo&amp;nbsp; studio della storia e di un vissuto del passato umano non solo italiano ed europeo. Tutto mi sembra grave ma, nello stesso tempo, quasi naturale,&amp;nbsp; negli alti bassi della storia. Tutto si relativizza quando viene collocato nel contesto di un’umanità che da millenni si agita in un susseguirsi di ascese e catastrofi, orribili, assolutamente orribili mentre si vivono (guerre, genocidi, schiavitù, sfruttamenti di vario genere) ma prevedibili quanto inevitabili nella valutazione dello storico che le guarda con appassionato distacco. Sì, “appassionato distacco”, un ossimoro, d’accordo, ma è così. Perché questo accade a chi non può far a meno di vedere contemporaneamente i momenti di crisi e disfacimento di cui la storia dell’umanità è piena e quelli&amp;nbsp; di svolta positiva (pace di Westfalia, fine della schiavitù,&amp;nbsp; Rinascimento, Illuminismo, fine della II guerra mondiale, ecc.) che sempre seguono alle prime, ma in luoghi e modi diversi e inaspettati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma allora che fare?&amp;nbsp; Guardare inerti al disfacimento che è sotto i nostri occhi? Indignarsi? come ingiunge il nuovo best-seller francese di Stéphane Hessel?&amp;nbsp; È possibile.&amp;nbsp; È quello che sta facendo da due decenni, con toni sempre crescenti, una certa parte del paese.&amp;nbsp; Mi chiedo a cosa sia servito, a cosa stia servendo, a cosa servirebbe la mia singola voce, per quanto appassionata e impegnata riuscisse a essere. &lt;br /&gt;Ma mi chiedo contemporaneamente se ciò che rende veramente grave la situazione non sia altrove, in cose che stanno sotto gli occhi di tutti, ma che tutti, catalizzati intorno al debordare dei temi politico-giuridici-morali, non vedono.&amp;nbsp; &lt;br /&gt;Un esempio. La mia attenzione è stata attratta, un giorno, da un scenetta in un normale spazio pubblico, forse uno schopping center: una giovane coppia con il figlioletto al seguito (4/5 anni), si stava lamentando&amp;nbsp; del funzionamento dell’organizzazione - forse una coda d’attesa, non ricordo bene, niente di importante comunque. E subito, il bimbo, per niente personalmente toccato&amp;nbsp; e chiaramente ignaro di quale fosse il problema, ha aggiunto&amp;nbsp; la sua vocina con tono adeguatamente lamentoso; non un ragionamento, ma un mugugnetto che chiaramente, nel suo intento, voleva significare un’attiva affettuosa partecipazione alla vita di quelli cui voleva bene.&lt;br /&gt;Ebbene improvvisamente ho creduto di capire dove sta una delle trappole per il nostro futuro.&amp;nbsp; Stiamo allevando, senza rendercene conto, per imitazione (che è la forma più incisiva di educazione), e non da ora, una generazione, anzi più generazioni ormai,&amp;nbsp; di giovani con una mente precocemente&amp;nbsp; strutturata alla lamentela, alla richiesta, all’attesa; una mente volta e vedere, anzi a cercare, cosa non va intorno a sé. Una mente che, concentrata a scrutare ciò che manca o è inadeguato al suo benessere e alle sue possibilità di crescita, non ha né il tempo, né l’attenzione, né l’energia per cercare, immaginare e creare opportunità alternative. Non ha, né pensa di avere in sé almeno una buona parte del proprio futuro. È il contrario, proprio l’opposto, del pensiero base del nostro periodo rinascimentale,&amp;nbsp; &lt;i&gt;homo faber&lt;/i&gt;, che fu espressione cara anche all’antica Roma nella sua fase ascendente, ma che è stato anche il nocciolo del ‘sogno americano’ nella’America della &lt;i&gt;golden age&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;Concezione della vita, come si vede,&amp;nbsp; di civiltà in crescita. Cosa produrrà la concezione opposta?&lt;br /&gt;Nel nostro caso, non parlo neanche di quell’atteggiamento che Kennedy invocava quando diceva “Non chiederti che cosa fa lo stato per te, ma chiediti cosa fai tu per lo stato.” Che pur mi sembra sacrosanto, ma penso a quello spirito d’iniziativa che in passato ha fatto degli italiani un popolo di navigatori, di grandi commercianti, di inventori, di artisti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io non vedo in tutte queste migliaia o milioni di commenti, denunce, invettive contro politica e dintorni alcuna idea originale. Tutti si affannano a dire, in modi più o meno diversi, con maggiore o minore foga, con un’inarrestabile escalation nel linguaggio e nelle argomentazioni, &lt;b&gt;&lt;i&gt;le stesse cose&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;Nessuno, o raramente qualcuno,&amp;nbsp; guarda oltre al proprio naso. Eppure Berlusconi passerà nel giro di qualche anno, ma quello da cui non avremo saputo salvaguardarci durante questo periodo lo pagheremo a lungo. Sarà come per il ’68, che avendo avuto in sé dei lati sicuramente positivi, è stato accolto e considerato &lt;i&gt;in toto&lt;/i&gt;&amp;nbsp; un bene intoccabile, col risultato che contrariamente a quello che si rischia di fare di solito, abbiamo conservato con cura più che il bambino tutta l’acqua sporca. E il risultato si vede.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2202298215590914-1175189245016107481?l=lauren-3.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lauren-3.blogspot.com/feeds/1175189245016107481/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://lauren-3.blogspot.com/2011/01/homo-faber-ipsius-fortunae.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2202298215590914/posts/default/1175189245016107481'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2202298215590914/posts/default/1175189245016107481'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lauren-3.blogspot.com/2011/01/homo-faber-ipsius-fortunae.html' title='homo faber ipsius fortunae'/><author><name>latomm</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06018007650771277579</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_bjvjzngG3k4/TUJ3cxvgkvI/AAAAAAAAATI/TZJd2XXLugs/s220/FOTO%2BMIA%2BOMBRA.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2202298215590914.post-2963844136671875708</id><published>2010-12-29T19:04:00.000+01:00</published><updated>2010-12-29T19:04:58.780+01:00</updated><title type='text'>Disoccupazione, università e artigianato.</title><content type='html'>Nella presentazione di un pregiato programma televisivo francese, fra lo scorrere di varie immagini, continua ad apparire&amp;nbsp; fugacemente Catherine Deneuve che, con orgogliosa nonchalence, lascia cadere quella che sembra un’evidente ovvietà ‘La Francia ha i migliori artigiani del mondo’.&amp;nbsp; &lt;br /&gt;Un tempo lo avremmo detto di noi stessi, e forse potremmo ancora dirlo se non fosse ormai poco ‘in’ parlare di altro che di università.&lt;br /&gt;L’articolo di Stefano Zecchi (&amp;nbsp;&lt;a href="http://www.ilgiornale.it/interni/se_disoccupazione_e_colpa_genitori_snob/28-12-2010/articolo-id=496184-page=0-comments=1"&gt;http://www.ilgiornale.it/interni/se_disoccupazione_e_colpa_genitori_snob/28-12-2010/articolo-id=496184-page=0-comments=1&lt;/a&gt; ) spezzando una lancia in favore del lavoro manuale come alternativa possibile agli studi universitari ha suscitato non poche reazioni. Tra queste non sono mancate le accuse di voler restringere le possibilità dei giovani e di volerne ricacciare una parte in una specie di getto per emarginati.&lt;br /&gt;In realtà, sembra piuttosto che nella sua smania di eguaglianza - non tanto di opportunità quanto di contenuti - la sinistra abbia finito con lo svuotare anche la laurea di ogni valore culturale. Ormai ciò che sembra importare è sapere se ‘il pezzo di carta’ assicuri un posto fisso o no, se assicuri un reddito alto, se produca promozione sociale. Insomma, la cultura per mangiare - alla faccia dell’indignazione per l’ormai nota perla: ‘La cultura non si mangia’&lt;br /&gt;Eppure, io credo che solo un rapporto sincero di amore per ciò che si scopre e si apprende attraverso lo studio - come attraverso qualsiasi altra attività vissuta con passione o almeno con interesse - porti ad un vero arricchimento personale capace, quello sì, di portare lontano. Una mente resa aperta e creativa lo ‘trova’ il modo di lavorare con soddisfazione, e non necessariamente nel campo originariamente definito dal titolo di studio.&lt;br /&gt;La perdita del rispetto per l’eccellenza artigianale rischia di creare un vuoto nell’identità stessa dell’Italia, paese in cui l’artigianato è sempre stato molto prossimo all’arte. E l’arte è stata per secoli, in tutto il mondo, quasi sinonimo di Italia.&lt;br /&gt;Volere la laurea - una laurea purchessia - a tutti i costi, è deleterio non solo per chi la cerca, ma anche per la società che si arricchisce, così,&amp;nbsp; di incompetenti, rischiando di perdere invece dei talenti che, al di fuori di condizionamenti discriminanti, avrebbero forse riconosciuto una propria vocazione, non necessariamente tendente a studi universitari , ma verso una altrettanto seria preparazione ad un’attività diversamente creativa. Che molto spesso, se attuata con intelligenza e competenza, si rivela anche remunerativa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2202298215590914-2963844136671875708?l=lauren-3.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lauren-3.blogspot.com/feeds/2963844136671875708/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://lauren-3.blogspot.com/2010/12/disoccupazione-universita-e-artigianato.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2202298215590914/posts/default/2963844136671875708'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2202298215590914/posts/default/2963844136671875708'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lauren-3.blogspot.com/2010/12/disoccupazione-universita-e-artigianato.html' title='Disoccupazione, università e artigianato.'/><author><name>latomm</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06018007650771277579</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_bjvjzngG3k4/TUJ3cxvgkvI/AAAAAAAAATI/TZJd2XXLugs/s220/FOTO%2BMIA%2BOMBRA.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2202298215590914.post-937374560262849785</id><published>2010-12-29T09:06:00.000+01:00</published><updated>2010-12-29T09:06:12.436+01:00</updated><title type='text'>Il bisogno di eroi</title><content type='html'>&amp;nbsp; "Beato quel popolo che non ha bisogno di eroi". Ho sempre trovato  irritante questa frase di Brecht , perfetto esempio di un modo di  pensare utopistico, totalmente lontano dalla realtà di un mondo che&amp;nbsp;  Kant, con molta più lucidità vedeva&amp;nbsp; abitato da un’umanità il cui  modello era un “legno storto”.&lt;br /&gt;Allora preferisco dire : Beato quel popolo che ha la saggezza di premiare e onorare tutti i suoi eroi. &lt;br /&gt;Essi sono un esempio e indicano una direzione che solo se glorificata avrà qualche speranza di essere seguita.&lt;br /&gt;(Infatti ho subito aderito, su FB, al gruppo di SIMONE NERI&lt;a href="http://www.facebook.com/home.php#/group.php?gid=181276806561&amp;amp;ref=nf" target="_blank"&gt;&amp;nbsp;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.facebook.com/home.php#/group.php?gid=181276806561&amp;amp;ref=nf" target="_blank"&gt;&amp;nbsp;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.facebook.com/home.php#/group.php?gid=181276806561&amp;amp;ref=nf%20%29"&gt;http://www.facebook.com/home.php#/group.php?gid=181276806561&amp;amp;ref=nf&lt;/a&gt;  )&amp;nbsp; Il guaio, in Italia, è stato che quando dal ’68 in poi si è deciso  che il mondo andava cambiato e che doveva diventare perfetto - perché è  questo che si pretendeva e si credeva anche che si potesse fare  rapidamente, con le buone o con le cattive - non si attese neanche che  questa meraviglia si realizzasse per passare all’applicazione di quelle  che sarebbero dovute essere le conseguenze di tale realizzazione. Perciò  se in un mondo perfetto non c’era bisogno di eroi, per accelerare i  tempi intanto si eliminavano gli eroi. Infatti in un mondo in cui doveva  trionfare l’ uguaglianza uno che si distinguesse e fosse (magari per  fondatissima ragione) oggetto di ammirazione e&amp;nbsp; di riconoscimenti  particolari, avrebbe avuto la gravissima colpa di annullare l’agognata  piattezza dell’uguaglianza.&lt;br /&gt;E così siamo diventati&amp;nbsp; tutti ugualmente perfetti “senza qualità”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma  poiché - come insegnavano già allora gli antropologi - gli uomini non  possono resistere al bisogno di differenziarsi, al merito, alle qualità  eccezionali, che facevano fa traino e da punto di attrazione, si sono  sostituiti altri modelli su cui forgiare la propria identità nella  ricerca di emergere, quelli più a portata di mano: il successo  attraverso il denaro e la visibilità.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2202298215590914-937374560262849785?l=lauren-3.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lauren-3.blogspot.com/feeds/937374560262849785/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://lauren-3.blogspot.com/2010/12/il-bisogno-di-eroi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2202298215590914/posts/default/937374560262849785'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2202298215590914/posts/default/937374560262849785'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lauren-3.blogspot.com/2010/12/il-bisogno-di-eroi.html' title='Il bisogno di eroi'/><author><name>latomm</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06018007650771277579</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_bjvjzngG3k4/TUJ3cxvgkvI/AAAAAAAAATI/TZJd2XXLugs/s220/FOTO%2BMIA%2BOMBRA.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2202298215590914.post-7443507443172768447</id><published>2010-12-29T09:03:00.000+01:00</published><updated>2011-02-02T17:19:03.646+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='filosofia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='società'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pensieri'/><title type='text'>La sfida educativa pensata dalla Cei</title><content type='html'>Sembrano tutte buone le proposte contenute nel progetto de&amp;nbsp; “La sfida educativa” (vedere blog di &lt;a href="http://gisrael.blogspot.com/2009/10/progetto-culturale.html" target="_blank"&gt;Giorgio Israel&lt;/a&gt;  ) eppure non posso sottrarmi ad un senso di angoscia all’idea che una  chiesa e in particolare quella cattolica prenda in mano le redini  dell’educazione di un paese.&lt;br /&gt;In particolare quella cattolica perché  per quanto aperta voglia essere essa&amp;nbsp; è impostata sull’esistenza&amp;nbsp; di  un’Autorità Assoluta e questa autorità ha il Potere/Dovere di dire cosa  si deve fare su ciascuna cosa. Esiste cioè un Catechismo da apprendere e  seguire alla lettera poiché esso è dal punto di vista etico  onnicomprensivo.&lt;br /&gt;Questo predispone la mente dei giovani all’OBBEDIENZA e all’accettazione di VERITÀ che non richiedono verifiche.&lt;br /&gt;Diverso&amp;nbsp;  è l’insegnamento delle religioni protestanti, dove il sacerdozio è  condiviso da tutti i fedeli e quindi&amp;nbsp; nessuno dice in modo organico ed  esaustivo cosa si debba fare, perché questo deve esser ricavato  individualmente, sulla base della propria responsabilità, dalla lettura e  dal commento in comune&amp;nbsp; delle Tavole della Legge. &lt;br /&gt;Si ha quindi una predisposizione mentale ed un addestramento alla riflessione e alla discussione collettiva e democratica.&lt;br /&gt;Si  ha cioè&amp;nbsp; RICERCA della verità anziché&amp;nbsp; accettazione di verità  dogmatiche&amp;nbsp; e&amp;nbsp; RESPONSABILITÀ anziché passiva obbedienza. Ambedue  qualità necessarie non solo per la formazione di una mentalità  democratica, ma anche per quella di una mentalità scientifica.&lt;br /&gt;Questa  caratteristica del cattolicesimo, che forse non è estranea all’assenza  di una cultura autenticamente liberale in Italia e che forse non è  neanche estranea alla propensione verso politiche autoritarie o  ideologiche o semplicemente populisitiche, potrebbe essere anche  responsabile della debole attrazione per la scienza dei giovani del  nostro paese.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2202298215590914-7443507443172768447?l=lauren-3.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lauren-3.blogspot.com/feeds/7443507443172768447/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://lauren-3.blogspot.com/2010/12/la-sfida-educativa-pensata-dalla-cei.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2202298215590914/posts/default/7443507443172768447'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2202298215590914/posts/default/7443507443172768447'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lauren-3.blogspot.com/2010/12/la-sfida-educativa-pensata-dalla-cei.html' title='La sfida educativa pensata dalla Cei'/><author><name>latomm</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06018007650771277579</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_bjvjzngG3k4/TUJ3cxvgkvI/AAAAAAAAATI/TZJd2XXLugs/s220/FOTO%2BMIA%2BOMBRA.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
